Visualizzazione post con etichetta content management. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta content management. Mostra tutti i post

mercoledì 8 marzo 2017

KMWorld 100 Companies That matter in Knowledge Management 2017


Riportiamo un articolo uscito il 1 marzo 2017 sul Portale di  KMWorld nel quale è stato fatto un elenco delle 100 aziende che si muovono sui temi del knowledge management  relativo al 2017. E' un elenco che viene stilato annualmente. Nell'articolo si evidenziano le novità che vanno considerate in questa disciplina ormai arricchita da tutte le nuove tendenze portate dal processo di Digital Innovation. Nell'elenco è stata inserita una breve descrizione dei servizi e delle soluzioni realizzate per il KM e il link al sito aziendale. 


KMWorld è uno dei principali editori, organizza conferenze e fornisce di informazioni sui temi del knowledge management, document management e content management.


---------------------------------------------------------------------------

KMWorld 100 Companies That Matter in Knowledge Management 2017
Things that matter: innovation, ingenuity, resourcefulness, usefulness, collaboration, community, expertise. Our annual list of 100 Companies That Matter in Knowledge Management features organizations that manifest those traits themselves and that help their customers attain such qualities. In researching the list this year, we were struck by the preponderance of such terms as machine learning, artificial intelligence and cognitive computing—capabilities driving technology ever steadily toward more human-like behavior. Chatbots help us shop online, and they even participate in our political dialog online. Digital assistants are extending their reach to help users find answers and solve problems. And autonomous vehicles can drive without us. But in addition to those seemingly futuristic functions, tried-and-true technologies to help manage knowledge are well-represented on the list … records management, business process management, enterprise content management, business intelligence and so on. The banner of knowledge management spans a wealth of territory to encompass solutions that range from digitizing paper invoices to simulating human conversation. Technologies evolve and so does this list. We don’t start from scratch each year but rather refine the list annually, eliminating some companies to make room for others.



Per leggere tutto l'articolo e accedere all'elenco delle aziende:
http://www.kmworld.com/Articles/Editorial/Features/KMWorld-100-Companies-That-Matter-in-Knowledge-Management-2017-116508.aspx

martedì 15 ottobre 2013

mercoledì 15 maggio 2013

Sistemi integrati di content management


Pubblichiamo un altro interessante articolo della Dott.ssa Rosangela Muscetta, knowledge worker, formatrice d'aula, blogger e redattrice in ambito tecnologico-informatico, pubblicato su Info Oggi, sul tema del knowledge management nelle organizzazioni complesse.

http://www.infooggi.it/articolo/sistemi-integrati-di-content-management/42349/

venerdì 21 maggio 2010

Le Tecnologie Web 2.0 nei sistemi per il knowledge management

Il Web 2.0 è un termine utilizzato per indicare genericamente uno stato di evoluzione di Internet, con il quale si indica l'insieme di tutte quelle applicazioni online che permettono uno spiccato livello di interazione sito-utente.

La locuzione pone l'accento sulle differenze rispetto al cosiddetto Web 1.0 diffuso fino agli anni '90 e composto prevalentemente da siti web statici senza alcuna possibilità di interazione con l'utente eccetto la normale navigazione tra le pagine, l'uso delle e-mail e dei motori di ricerca.

In seguito, grazie all'integrazione con i database e all'utilizzo di sistemi di gestione dei contenuti (Content Management Systems), Internet si è evoluta con la creazione di siti dinamici, come ad esempio i forum o i blog, creando una situazione intermedia definita Web 1.5.

La differenza tra questi stadi consiste nell'approccio con il quale gli utenti si rivolgono al Web, che passa fondamentalmente dalla semplice consultazione supportata da efficienti strumenti di ricerca, selezione e aggregazione, alla possibilità dare il proprio contributo popolando e alimentando il Web con propri contenuti. Un esempio potrebbe essere il social commerce, evoluzione dell'e-commerce in senso interattivo, che consente una maggiore partecipazione dei clienti, attraverso blog, forum, sistemi di feedback.

Il Web 2.0 costituisce anzitutto un approccio filosofico alla rete che ne connota la dimensione sociale della condivisione e della generazione di contenuti (UGC – User Generated Content) rispetto alla mera fruizione. Oltre alla creazione condivisa di contenuto on-line, il Web 2.0 è caratterizzato dalla pubblicazione immediata del contenuto e alla conseguente classificazione e indicizzazione nei motori di ricerca, in modo che l'informazione sia subito disponibile a beneficio della comunità, realizzando in maniera veloce il ciclo di vita del content management.

Dal punto di vista tecnologico alcuni strumenti della rete sono rimasti invariati, come forum, chat e blog, che preesistevano già nel web 1.0, ma é la diversa modalità di utilizzo della rete ad aprire nuovi scenari. Le tecniche utilizzate fino a ieri per tenere più tempo i visitatori su un sito web (stickiness, o l'"appiccicosità" di un sito, è la capacità di tenere "incollati" gli utenti ad esso) stanno lasciando il posto ad altre concezioni di contatto con il fruitore.

Tale possibilità di creazione e condivisione di contenuti su Web, tipica del Web 2.0, è data da una serie di strumenti o tools on-line che permettono di utilizzare il web come se si trattasse di una normale applicazione. Il Web di seconda generazione è un Web dove poter trovare quei servizi che finora erano offerti da pacchetti da installare sui singoli computer.

Tim O’Reilly, un imprenditore americano che ha fondato la casa editrice O’Reilly Media, specializzata nella pubblicazione di libri del settore informatico, è considerato il teorico del Web 2.0 e ne ha dato la seguente definizione :
“Web 2.0 is the network as platform, spanning all connected devices; Web 2.0 applications are those that make the most of the intrinsic advantages of that platform: delivering software as a continually-updated service that gets better the more people use it, consuming and remixing data form multiple sources, including individual users, while providing their own data and services in a form that allows remixing by others, creating network effects through an architecture of participation, and going beyond the page metaphor of Web 1.0 to deliver rich user experiences”.


O’ Really ha enunciato un set di principi che definiscono le competenze core per le “web 2.0 companies”:
- Il network come piattaforma;
- Servizi, non software pacchettizzato, con una scalabilità che consenta un costo contenuto;
- Controllo su una fonte di dati unica e difficile da riprodurre che si arricchisca all’aumentare degli individui che la utilizzano;
- Abilitare gli utenti come co-sviluppatori;
- Imbrigliare l’intelligenza collettiva;
- Fare leva sulla long tail attraverso il self-service del cliente;
- Software sotto il livello del singolo dispositivo;
- Interfacce utente leggere, modelli di sviluppo e modelli di business.

O’ Reilly ha elaborato, inoltre, la seguente mappa degli strumenti del web 2.0: